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April 06

CREDO...

                   CREDO...
 
 
            Credo di non essermi
            sbagliato, e tanto meno
            illuso, se questo amore
            che riempie la vita, mi ha
            ha permesso di volare
            nella completa libertà,
            per condurmi, cosciente,
            nell'immensità dove la luce
            è luce, che irradia ogni cosa
            fino ad ora nascosta, dall'oscurità.
                Credo sia questo il sentimento
                che ha purificato ogni residuo
                vizio che rendeva difficile
                il percorso tra insidie e malattie,
                pur non soffrendo di alcuna,
                accertata infermità.
               
       

SUPPLICA D'AMORE

 
            ALFABETO DEL CUORE
 
          
             Ho usato ogni lettera che
             compone l'abbiccì, per cantare
             l'amore che tu mi suscitavi.
             Per te ho riempito la mente
             di parole, come un vaso
             di fiori vividi e profumati,
             e con essi ho  colorato quel
             segreto mondo, che mi regalavi.
 
             Ora vorrei inventare,
             io stesso, un alfabeto
             per dichiararti tutto
             quanto, ancora, non ti
             ho detto; usando le sillabe
             del cuore, scandite senza
             cercare  alcuna rima.
             Ma la parola che ti esalta,
             è sempre quella che ti ha
             dato il cuore, chiamandoti
             per nome, semplicemente:
             A.mo.re !
 
 
                   A Te che sei il Tutto che ha reso bella e serena la mia vita .
                             Roma, 3 Gennaio 2008

SUPPLICA D'AMORE

        SUPPLICA D'AMORE
       
        Innalzerò un altare agli dèi
         che ti hanno generato, donandoti
         la grazia che ha conquistato me.
         A loro chiederò di conservarti sempre
         per poterti godere all'infinito,
         essendo tu, pura sorgente e fonte,
         che ha spento l'arsura di un umile
         viandante.
         Ma la supplica d'amore più frequente
         è solo per la Madre che t'ha partorito:
         lasciandoti in dote ogni delicatezza
         che fa visibile la tua acuta, sensitività.
         E tu, fiore dei fiori, capendo che l'Amore
         non ha sesso, e fiero delle tue spiccate
         qualità, regali un campionario di piaceri
         a quegli uomini che, convinti peccatori,
         vivono una sessualità diversa: non per
         vizio, ma come libera scelta e vera
         essenza, dell'individuale e umana
         identità.
 
December 30

"L'Amore è Libertà" - poesie - Ed. Del leone - In tutte le librerie

 
Carissimi amici,
 
                            finalmente potete trovare in tutte le librerie  la mia ultima raccolta di poesie :
 
"L' Amore è Libertà" - Edizioni Del leone
 
                            Sarò felice di conoscere i vostri pensieri sull' opera e nel frattempo colgo l'occasione per augurare a tutti un fantastico 2008!
 
                                                                                 Biagio
 

fot amore libertà 002

 

"... Un "canzoniere" ampio, a voce spiegata, libero come sa esserlo l'amore, che in quest'opera si celebra è che è radice profonda della vita e della poesia… Un libro che fa riflettere per rischiarare i misteri dell’essere, tra libertà e amore… Versi che hanno sedimentato tormenti ed estasi, tristezze e meraviglie, attese e ritorni, oscurità e bagliori…Parole che danzano al cospetto dell’Amore… Versi tattili come emozioni…Maturità del verso che si fa carnalità… Tutto questo e molto di più c’è nella poesia di questo inguaribile sognatore che canta l’amore per sentirsi libero da ogni oppressione e condizione, come Eros, dio dell’Amore, senza età…”

                                      (dal commento di Valentina Diaconale su “l’Opinione” 29.02.08)

 

 

fot amore libertà 004

 
 
 
La mia Verità
 
Scendano gli angeli a rapirmi.
Dove mi porteranno, poco importerà.
Immagino che vivrò in quella luce
che ricercavo sempre per essere
libero di gridare a tutti, la verità
in cui sempre ho creduto:
"che l'amore è gioia, e non morirà".
 
 
 
E' possibile ordinare "L'Amore è Libertà" tramite internet ai seguenti indirizzi:
 
 
 
 
September 12

LA VOGLIA

 
 
LA VOGLIA
 
 
Sarà la voglia mai appagata
di essere genitore; o il bisogno
più vero di non aver avuto accanto
un padre: che troppo presto mi fu
tolto da un male senza scampo:
sarà questa la voglia d'affetto
che mi prende ogni volta che vedo
o accarezzo il viso tuo? E non mi
sento amico. E tantomeno amante.
Sono invece un padrino che ti vuole
bambino da crescere ed amare
senza alcun dolore. E, presi
per mano camminare,
per giungere felici, insieme,
alla vetta dell'ultimo scalino.
 
(Un amore, e il puro desiderio di sentire vivo questo amore, ha cambiato la mia vita. E questa persona giunta come un angelo a
salvarmi dalla solitudine del cuore, ha portato quiete anche nella mia vita di poeta. Uno stato di grazia che rende armoniose le giornate
e luminose anche le notti, con la consapevolezza di sapere che è vicina a me, vera e trasparente, per rendere grande questo amore che porta felicità).
Grazie, Fab.
 

LE COSE NON DETTE

 
LE COSE NON DETTE
 
Le cose che mi dici
col sorriso degli occhi
hanno un significato
di ermetica interpretazione:
ma aprono nella mente
nuove strade per giungere
vittorioso e con la decisione
di tenerti, conservarti
e mangiarti per tanti anni
ancora come pasto vitale:
pranzo, cena, e colazione. 

ATTESE

 
ATTESE
 
Tutto ciò che non ho fatto
in questi lunghi anni della vita,
vorrei poterlo fare adesso: con te,
da te, per te! E se malinconia
mi assalirà, perché la lontananza
ci tiene separati, fiducioso attenderò
il nuovo giorno, in quanto aspettare
il tuo ritorno è un pensiero che rende
pacata la giornata, e la speranza 
dell'attesa più gradita.
 
September 06

L'ABBRACCIO

 
 
L'ABBRACCIO
 
 
Conto sulle dita delle mani
i giorni mancanti al tuo ritorno,
per sentirmi innalzare dal tuo abbraccio
come un'ostia alla consacrazione,
che mi solleva in quel mondo trasparente
che solo il paradiso riesce a regalare.
 
Allacciato e aderente a te anche 
con il viso, beatamente, mi sembra
di volare, perché cinto dalle tue forti
braccia che poi mi fanno scivolare,
con il corpo e con la mente, in quel
territorio empireo dove mi scordo
tutto dei miei deliri inconsci, per
prendermi il meglio dell'amore
che quella stretta intensa riesce
a dispensare. 
 (dedicata a Te che ispiriil mio intenso e profondo sentimento)
 
May 25

CLANDESTINO

 
 
 
CLANDESTINO
 
 
Quel tuo sorriso contagioso
che fuori mi suscita emozioni
e dentro, invece, scatena la febbre
calda che accende le passioni: è luce.
O meglio, un treno che conduce
lontano, mentre la fantasia mi fa
spuntare le ali per volare libero
nel mondo dell'amore dove c'è
posto anche per te: anonimo
clandestino che hai lasciato i luoghi
amati per trovare il benessere
e la modernità. Ma qua, ancora
più straniero, tu soffri tra la gente
che inneggia alla giustizia e alla
legalità, pur se padroni indegni,
usandoti di nascosto, ti negano
onore e dignità. A me, invece,
senza donarti nulla hai regalato
amore, per trovare un sicuro
rifugio alla mia, e tua libertà.
 

LACRIME

 
 
LACRIME
 
 
Le lacrime di tutti gli indifesi, o nuovi
schiavi, soggiogati dal dominio di padroni
invisibili, sono trasparenti e lucide come
schegge di sale pietrificate dal sole.
Le lacrime dei neri, ignorati e ghettizzati
da cinica ignoranza, sono limpidi cristalli
che rigano i visi sofferenti di questa stirpe
umana già segnata da ancestrali angherie:
azioni deprecate anche sugli animali.
In ogni popolo del globo c'è chi piange
per gioia o per amore; per una disagiata
condizione, o per un insopportabile dolore.
Ma le lacrime che ho visto scorrere copiose
dagli occhi arrossati di esuli spodestati da ogni
Patria, e lasciati al pregiudizio dell'indifferenza:
sono fiumi di sangue avvelenato che tracciano
un solco di sconfitta nella società perfetta
che ammiriamo, ma tanto crudele da negare
aiuto a chi è privato anche d'identità.

I RAGAZZI DI CAGLIARI

I RAGAZZI DI CAGLIARI
 
 
I ragazzi di Cagliari hanno facce
squadrate più dei mitici eroi, e mani
forzute da sembrare scolpite su radici
essicate. Hanno sguardi pungenti,
invitanti e vincenti, quando un fascino
acerbo emana la gioia dai riflessi
accecanti. Hanno corpi armoniosi
scuri come pece, ma pregni di candida
innocenza consolante che desta
sensazioni, desideri ingombranti
e visioni eccitanti, per adescare
il poeta già perdente, risvegliato
da giovanili ardori e scottanti dolori.
I ragazzi di Cagliari hanno facce
da santi con l'aureola del vizio,
appena vanitosi giocano sul precipizio
dell'ambiguità, del vivere di gloria
solamente al presente. E camminando
disegnano arabesschi: tentazioni
attraenti che celano peccati
non sempre consumati, per
lasciare intatta la loro voluttà.
 

senza titolo

 
 
 
 
 
Stringimi ancora madre,
con le tue braccia di luce,
come mi stringevi quando piangevo:
non so, se di dolore o, per la vergogna
dei momenti felici che vivevo.

ANNIVERSARIO

 
 
 
ANNIVERSARIO
 
 
 
Soltanto io so quanto mi manchi,
pur se il dolore non attanaglia
più il ventre ed il mio cuore.
Il Tempo vuole che pianga e rida
di altri eventi, ma la tua morte,
Madre, viva è dentro me.
E ogni giorno, con la luce
che viene per cancellare
il buio, trova resurrezione.

DEVOZIONE

 
 
DEVOZIONE
 
E mi raccogli mollemente
come se fossi miele,
sciogliendomi il sapore
rimasto condensato.
E mi prendi così, ancora
più squagliato, a insaporire
te, dolce e prelibato.

senza titolo

 
... e dopo, sciogliermi,
come fondente al contatto
del palato.

LADRO O PECCATORE?

Ladro o peccatore?
 
 
Riflessi acuti,fuorescono
dal tuo sguardo radioso
che mi plasma.
Sorrisi scoprono
il nitido colore
dei tuoi denti, che provocano:
Tentazioni e piaceri
da sentirmi ladro!
... ma rubare per brama
dell'amore, può farmi ladro
ed anche peccatore?

SERENITA'

 
SERENITA'
 
 
 
Se distratto, lo sguardo
insegue una figura
e una mano, forte mano,
lievemente mi prende:
allora io capisco
che la mia anima
è ferma su di te
- quieto sereno -

INNO

 
 
 
        INNO
 
" Anima pura! " ti dicevo calmo
convinto della vera affermazione.
" Dammi la tenerezza! " esortavo
tremante, portando le tue mani
alla mia testa, che stava posata
sul tuo cuore.
E tu, sospinto a forza dalla passione
che temevi sempre di rivelare, coi piedi
puntati sotto ai miei, sollevasti il mio
corpo per intero e come tegola
m'adagiasti su te, caldo e fremente.
Viso contro viso. Torace con torace.
Perfetto sincronismo di tutti i movimenti
che legavano l'addome mio al tuo.
E ti rubai il respiro...
Il fiato accumulato in quel momento.
Tutto fu mio. Io, soltanto tuo.
Il tempo fu fermato!
 
 
April 05

LA MIA ISOLA

 LA MIA ISOLA
 
 
La mia isola è un fiore
lanciato nel mare da un nume
sereno. Baciata dal sole in ogni
stagione, s'indora di luce come
fosse un lampione. Le cupole bianche,
in semicerchi perfetti disegnano
il cielo come bolle sospese per volere
divino. E la sera, coi tramonti
infuocati, sono fiaccole accese
che t'insinuano dentro gradite
sorprese. Dappertutto le palme:
altere guardiane che non muoiono
mai; fertili quanto le madri
africane, producono figli e frutti
gustosi malgrado l'arsura le privi
di linfa, per svariate stagioni.
Sono forti gli aromi delle spezie
piccanti che impregnano l'aria.
Gli abitanti sono scuri di pelle
più del cuoio invecchiato; hanno
sguardo e viso ridenti come
un melograno spaccato. Sanno fare
di tutto dei mestieri più antichi,
che li rende preziosi e vincenti.
Questa isola ha un mare quasi
sempre increspato che m'incanta
coi suoni delle onde leggere,
e mi semina pace come quando
l'amore è quieto e mi piace.
La mia isola è Djerba: mite terra
africana, che ha ispirato gli artisti
d'ogni secolo e luogo; e dove, anche
Ulisse approdò per cercare ristoro.
Ora anch'io, quando un giorno morrò,
qui, vorrei continuare il mio eterno
riposo, tra il profumo d'aranci
ed ulivi lucenti, anche se per cultura
o tradizione isolana, non avrò
come tanti, sepoltura cristiana.
 
 
...ai miei amici dell'hotel Hasdrubal
 
 
 

I DESIDERI DEI BAMBINI CAMBIERANNO IL MONDO

     I  DESIDERI   DEI BAMBINI  CAMBIERANNO  IL  MONDO    

 

 

Da  tempo un coro unisono trasmette  nell’intero  pianeta  un  urlo  che  non  ci  lascia  più  insensibili.  E’ l’urlo dell’umanità  scontenta  che in  questa epoca  di  insensato squilibrio vede  i  popoli  soffrire,  causa la  prepotenza di  disumani  usurpatori. 

     Popolazioni  intere, ma  soprattutto  una maggioranza  fatta  di  bambini non  può  godere del  sacrosanto  diritto di vivere  la  vita  sana  e  in  libertà.  

     Un  orgoglio  feroce  vieta  ai  potenti  di  riconoscere  i  propri  errori;  e  senza  perdono per  se stessi, non  perdonano neppure  gli innocenti.         

      Ma  in  ogni  essere  umano  rimane  una  grande  qualità  sempre  viva,  oltre  il  sogno  e  la  vita  stessa:  è  la  Verità  che siamo  tutti coscienze  capaci  di comprendere e scindere  il  male  dal  bene.   

       Nel  mondo  intero,  da  qualunque parte  giungessero, le  voci  degli  intellettuali  hanno  indicato  la possibile  via  da  seguire,  per  camminare  abbracciati l’uno  all’altro, senza  discriminazioni  per  ragioni  di  razza,  di  religione  o  di  opinione  politica.  Ma  a  quanto  pare,  l’indicazione non  ci  ha  portati  verso  la  salvezza.  

       Ma  al  di  sopra  di  ogni  cosa  esiste  una  Legge  che  ci  governa  ed  è questo 

l’asse  dove  si  reggono  i  mondi.     

        Questa  Legge  che  comanda  il  cuore  degli  uomini,  sollecitandoli  a  seguire  la  via  della  Giustizia  e  della  Verità,  è   la   più  bella  espressione  che  pulsa  nell’animo  dei  bambini. 

          Questi  piccoli  uomini  che  oggi  soggiacciono  alle  angherie  di  coloro  che  si  reputano  adulti,  ma  che  domani,  crescendo,  ci  governeranno.  E  saranno  loro  i  soli  capaci  ad  indicarci  la  strada  perché  i  diritti  siano  per  tutti  nell’uguaglianza e  nella  pace.  

           Come  nelle fiabe,  una  musica  incantata,  si  irradia  dall’Asia  all’Africa;  dall’America  Latina  alla  ex  Jugoslavia,  fino in  India e  Cina,  in un  leit-motif  che  carica  i sensibilissimi  animi  dei  bambini.  Così  lo  sguardo  impaurito  diventa    

dolce.  La  voce  soffocata  diventa  canto:  Il  gesto  remissivo al  perdono  diventa  un  impulso  che  porta  verso un  futuro  luminoso  per  tutta  l’umanità.      

    

            E’  l’Amore  che  vive  in  queste  coscienze  non  discriminanti  che  farà  luce  sul  mondo;   come  i  desideri semplici che esprimono in  questa  età che, seppur  banali, sono privi  di  malizia  e falsità.  

             Perché,  in  questo nostro  tempo  confuso, i  bambini  non  desiderano più  diventare  re,  principi  o  condottieri?   

             Perché,  quando  il  buio  più  fitto  spegne  la  luce  della  ragione, e tutti  mirano  a  usurpare,  comandare,  condannare,  soltanto  i  bambini  non  vogliono  essere    politici    dittatori?  

            Anche  loro  sanno  ed  hanno  imparato  che  le  sorti  delle  popolazioni  non  possono  essere  in  mano  alla  supremazia  dei  forti. 

Oggi,  i  bambini  desiderano  diventare  scienziati.  Vogliono  essere dei  campioni  nello  sport.   Vogliono  imparare  a  conoscere  la  musica per  essere  dei  bravi  musicisti  che  rallegrino  il  cuore  delle  genti.  Vogliono  anche  essere poliziotti  semplici, per  difendere i  cittadini  dai  soprusi.  E  ancora, vorrebbero  essere  medico o  infermiere, per  mettere riparo  ai  mali  che  intaccano  il  nostro  fragile

corpo.  

Ma  soprattutto  vogliono  essere   figli  di  genitori  capaci  a  indirizzarli  nel  più  sicuro  cammino,  dove  la  saggezza  e  la  tolleranza  siano  la  via  da percorrere  per  raggiungere  la  libertà. 

     Sta  in  questa parola: “libertà”, il  più  prezioso  bene  per  la  vita, meglio  della  ricchezza  e  della  superbia  dei  titoli.  Infatti, nessun  bambino  che  ho  incontrato, desidera  essere un  Comandante  Supremo,Nerone, Napoleone,  Hitler  o Stalin.   

      Il  più  piccolo  dei  miei  nipoti  mi  ha  rapito  il  cuore:  per  le  domande  che  mi  ha  posto; per  quel  suo  carattere  che  mi  genera  allegria;  per  quella  propensione  ad  essere  giusto  in  ogni  azione.  Oggi  che  ha  dieci  anni,  forse 

la  malizia  dell’età,  comincia  a  contaminarlo.  Ma  io  sono  fermo  a  quando 

dormiva  al  mio  fianco, e  sempre  chiedeva  che  gli raccontassi  le  fiabe. 

“ Perché un  bambino  piange?  Perché  ci  sono  bambini poveri?  Perché  le  guerre 

bombardano  le  case  abitate?   Perché  all’asilo  ci  sono  bambini  con  la  pelle  colorata?  Vincerà   il  Mago  o  il  diavolo  Belzebù?”  domandava.     

  Vincere  su  chi? “ chiedevo.  E  lui,  a  elencarmi  i  mali  di ognuno  di  noi,  i  malesseri  che  disturbano  la  mente,  usando  la  giustizia  per  l’uguaglianza, come  se  anziché  sei  anni  avesse  già  vissuto  mezzo  secolo.  Voleva  sconfiggere il  male, e  senza  retorica  far  vincere  il  bene. 

        Tutti  i  bambini  del  mondo  sono  piccoli  buddha, illuminati  dalla  sapienza  della  conoscenza  che  porta  alla  soglia  della  luce  più  pura,  senza  la  paura  della  sconfitta. 

Per  questa  ragione,  i  desideri dei  bambini  cambieranno  il  mondo. Me  lo  dice  sempre  il  mio  istinto  di  poeta  che  raramente  si  sbaglia.  E,  come  Mosè,  che  separò  le  acque  per  far  transitare il  suo  popolo  oppresso: così  faranno  i  bambini. 

        Ci  traghetteranno  verso   la  sponda  più  solida  e  sicura  dell’esistenza,  dove  sarà  vinto ogni  dubbio  per  far  regnare  la  comprensione  e la  fratellanza.  

E a  comandare  sarà  ancora  l’Amore  e  non  la  violenza  e  la  superbia  degli  usurpatori,  perché  destinati  a  scomparire  nell’oblio. 

La  violenza non  ucciderà  più.  Il  fuoco  delle bombe  non  farà  fragore. L’uragano e  il  terremoto  non ci  spaventeranno  più  di  tanto; perché  nell’aria,  con  le  rondini, le  colombe e  gli  insetti  colorati  volerà leggera  l’immaginazione  e la  fantasia,  per  allietare  il  sogno  di  tutti  i  bambini  dell’universo.

Roma. Maggio 2006                      BIAGIO ARIXI